venerdì 21 agosto 2009

Stallo?

Ha ragione Chiamparino quando si lamenta a proposito del fatto che ormai il Congresso si è avvitato non sulle piattaforme programmatiche, ma sul "chi sta con chi". Stiamo sprecando una occasione...

Detto questo almeno una buona notizia: tra poco più di un mese esce il giornale diretto da Padellaro (si quello con Travaglio, Beha, Colombo, ecc...): "Il Fatto". Già il nome ci piace assai...

giovedì 23 luglio 2009

...ma poi

Verosimilmente ma anche un tantino a sorpresa, ma anche no, Mario Adinolfi ha ritirato la sua candidatura ed ha deciso di appoggiare apertamente Dario Franceschini. Che la proposta del Segre-Dario sia sufficientemente simile da contenere quella di Adinolfi? Forse. Che Adinolfi non sia riuscito ad imporsi sui mezzi di informazioni per cui nessuno (tranne per dire che si era ritirato) ha mai parlato di quattro candidati ma di tre? Probabile. Sia come sia sono rimasti in tre. Entro il 25 ottobre ne resterà soltanto uno.

Highlander? O quello con il cerino in mano?

mercoledì 22 luglio 2009

Sorpresa!


A quanto pare saranno in cinque a combattere per la segreteria: spunta fuori Renato Nicolini.

Movimenti di truppe


Si stanno muovendo sempre più pedine - ma anche alfieri, cavalli e torri... - sullo scacchiere della politica nazionale del PD.
Se il segretario nazionale cade si rimette in discussione l'intero sistema regionale dei direttivi. Ho già avuto modo di segnalare la corsa della Serracchiani alla guida del Friuli Venezia Giulia, anche se - per il momento - non si capisce se sarà una corsa solitaria oppure con uno o più competitori. Stessa storia - brutta per la verità - nel Lazio dove Morassut verrà riconfermato senza tanti giri di parole dato che al momento non ci sono avversari. Il "Cinese" si proporrà in Liguria, anch'egli - come la Serracchiani - in "quota" Franceschini. E questa è una notizia.
Infine la notizia, importante, della triplice candidatura in Lombardia. Luogo essenziale per la riconquista del paese, la Lombardia vedrà una corsa complessa quasi quanto quella nazionale. Tre i candidati: Maurizio Martina (Bersani), Emanuele Fiano (Franceschini) e Beppino Englaro (Marino).

Nonostante tutte le mie perplessità su questo Congresso e sulla capacità del PD di rinnovare se stesso è importante notare come - finalmente - ci siano veri e seri spostamenti di truppe, pronte (quindi) a darsi vera e seria battaglia. Cosa succederà lo scopriremo ad Ottobre.

lunedì 20 luglio 2009

Tesseramento

Domani si chiude ufficialmente il tesseramento per il PD. Chi c'è, c'è, per tutti gli altri, grazie di aver partecipato.

Ignazio Marino però ha già chiesto una proroga fino a fine mese. In effetti - sebbene non è possibile sapere quanto possa essere utile - potrebbe essere una cosa giusta, anche da un punto di vista economico (il PD del Lazio ha chiesto un contributo speciale per cui l'operazione da queste parti costa 20 euro) per il Partito, oltre a rendere la corsa congressuale più "equa".

domenica 19 luglio 2009

Alleanze

Le notizie diventano vecchie talmente in fretta che stiamo diventando tutti di memoria corta.

Di recente Veltroni ha rilasciato una intervista al Corriere nella quale faceva una sorta di autocritica. Tra le altre cose una potrebbe ed anzi sicuramente influirà nel dibattito congressuale: il nodo delle alleanze politiche.


''Buono e chiaro il discorso di Franceschini. Un passo avanti per il Partito democratico''.
E' il giudizio di Walter Veltroni in un'ampia e articolata intervista al 'Corriere della Sera' nella quale sostiene nel Pd due visioni di partito ''nitidamente diverse'' rappresentate non a caso da Pierluigi Bersani e Dario Franceschini, i due principali concorrenti alla segreteria del Pd. Quella di Bersani, dice Veltroni e' ''dentro l'evoluzione Pci-Pds-Ds, punta ad un modello di partito come ce ne erano un tempo''. Quella di Franceschini ''disegna un partito con l'ambizione di cambiare radicalmente il Paese, diventando il perno dell'alleanza riformista per l'Italia.
Per me -spiega Veltroni- dopo il fallimento dell'Unione, e' questa la vocazione maggioritaria del Pd''. Per l'alleanza, Veltroni indica in primo luogo la formazione di Vendola, i socialisti e i radicali.
Per il suo prossimo futuro, Veltroni annuncia un impegno particolare in funzione antimafia.

Pronta la replica dei Socialisti con Nencini

''Meglio tardi che mai. Veltroni dimostra oggi di aver cambiato radicalmente idea sul futuro delle alleanze del suo partito''.
Lo afferma il segretario del Partito socialista, Riccardo Nencini, commentando l'intervista al 'Corriere della Sera' dell'ex segretario del Pd nella quale ha prospettato un'allenza rifornista con Vendola, con i socialisti e i radicali.
''Almeno in questo -aggiunge Nencini- la sconfitta elettorale dell'anno scorso e' stata utile a dimostrare che il Partito democratico non poteva pretendere di rappresentare da solo tutte le opposizioni. Il banco di prova di questo cambiamento di rotta sono le prossime elezioni regionali. E anche per questo, oltre che per costruire assieme una piu' efficace opposizione riformista al governo Berlusconi, -conclude Nencini- sarebbe utile avviare quanto prima un confronto sui programmi''.

e la controreplica interna al PS


"Le dichiarazioni al Corriere della Sera di Veltroni sono spudorate ed in pieno stile comunista. Proprio lui che comunista dice di non essere mai stato" il segretario de I Socialisti, Saverio Zavettieri, critica duramente l'ex leader del Pd. "Dopo che lo scorso anno ha negato l'apparentamento alla Costituente Socialista, lanciato il voto utile contro la Sinistra arcobaleno dello stesso Vendola e costretto i Radicali ad entrare nelle loro liste, oggi 'Uolter' individua proprio tra i suoi carnefici gli interlocutori ideali per un'alleanza politica" afferma Zavettieri. "Veltroni, in un eccesso di revisionismo, annovera tra i suoi errori quello di non aver combattuto le correnti, dimenticando che non poteva farlo essendo lui un segretario frutto dell'accordo tra correnti con la benedizione di D'Alema. E omette dall'autocritica l'errore storico di aver dato l'apparentamento al solo Di Pietro. Insomma, lacrime da coccodrillo" incalza l'esponente socialista. "Pertanto è davvero sconcertante l'entusiasmo di Nencini, dinnanzi a simili atteggiamenti tartufeschi, immemore che i socialisti sono stati estromessi dal Parlamento, dopo 120 anni di storia, proprio in virtù delle grandi scelte di Veltroni" conclude Zavettieri.


...secondo me un po' ragione ce l'hanno, o no?

sabato 18 luglio 2009

Chi si allinea...

E' tempo di endorsement, parola anglosassone che vuol dire "appoggio", nel senso di chi sta con chi. Giovedì è stato il momento dei Democratici Davvero, una corrente (?) che fa capo alla Bindi - non credo di sbagliare - e che ha deciso per l'appoggio a Bersani.